A dir poco fondamentale all’interno di un sito è la profondità della visita da parte di un visitatore. Mettiamo il caso tu sia un piccolo gestore di un blog che vuole incrementare il suo traffico, e si rivolge ad aziende/privati che fanno questo lavoro. Sicuramente noterà un incremento delle visite ( anche col passare del tempo ), ma se il visitatore si sofferma sulla prima pagina del blog , allora il vostro contenuto è poco interessante, e le visite sono davvero inutili.

Come aumentare la profondità di una visita in un sito?

In effetti se scrivi buoni contenuti sei al 50% del tuo lavoro. Devi creare una mappa mentale di come strutturare il tuo sito, e dove piazzare gli articoli ( molto volte quelli più popolari, o dove si concentrano le discussioni, altre volte per non impolverare vecchi articoli mantenendoli freschi.) per renderli ben visibili al visitatore, in modo che esso venga attratto da altri articoli.

Come tengo docchio questa statistica?

In questo ci viene in aiuto il nostro caro amico Google Analytics. Per controllare la profondità di una visita, è sufficiente andare Visitatori – Fedeltà dei vistatori – Profondità della visita. Risulta essere normale che la maggioranza dei visitatori si concentri in home non ti preoccupare, ma col tempo e seguendo alcuni consigli riuscirai ad avere numerose soddisfazioni.

Come aumento la profondita di una visita?

Questo non sarà affatto semplice. Parti dal presupposto che non noterai rapidissimi cambiamenti nel giro di 4 giorni, ma ci vogliono settimane e se necessario anche mesi. Un articolo scritto tempo a dietro non avrà mai la stessa popolarità che ha un post appena scritto e con contenuto fresco. Per questo è opportuno tenere anche in risalto questi contenuti, per evitare di mandarli nel dimenticatoio.

Come aumentare la profondita di una visita in un sito?

Se utilizzi WordPress, posso consigliarti di inserire nella sidebar gli articoli più popolari. Invece per quanto riguarda la pagina di un articolo ( single.php ) è opportuno inserire gli articoli correlati ad esso tramite Categorie oppure dei Tag, in modo da permettere all’utente di ampliare le proprie conoscenze su un determinato argomento.

Su cosa influisce la profondità di una visita?

Senza dubbio la profondità di una visita ha effetti positivi anche sul tempo medio di un utente sul sito. Mettiamo il caso un utente trovi interessante un determinato argomento, e tramite dei post correlati trovi sempre di più riguardo ad esso, questo lo farà rimanere di più sul sito, facendo quindi aumentare il tempo medio.

Adesso avrai capito quanto sia importante creare una mappa all’interno di un sito, quindi non esitare a mettere in atto ciò di cui ho parlato all’interno di questa guida.

Come quasi tutti possiamo ben sapere, conoscere i css ( Cascading Style Sheets ) è fondamentale quando si crea un sito per aggiungerne un layout. Questo corso si dividerà in diverse lezioni circa 17 che alla fine raccoglierò in un unico PDF insieme a risorse, consigli e news dal mondo del css, sopratutto con il nuovo arrivo del css3. Prima di cominciare, è giusto che tu sappia che per seguire questa guida hai bisogno di un minimo di conoscenza dellHTML.

Quali software mi occorrono?

Niente di particolare, un semplice NotePad per chi usa Windows, Pico per chi utilizza Ubuntu e Simple Text per Macintosh. Inoltre ti posso consigliare di tenere sempre aggirnata la versione del tuo Browser! Fatto questo possiamo cominciare con la prima lezione: Iniziamo ad utilizzare i CSS

body {background-color: #FF0000;}
Cosa ho fatto così?

Ho assegnato allo sfondo il colore Rosso ( FFOOOO ). La regola fondamentale nei css è questa:

selettore { proprità: valore; }
Come applico i CSS a un documento?

Ci sono diversi modi per collegare i css con il documento utilizzando ad il tag

 

Questa è una pagina rossa

Resto comunque dellopinione che il miglior modo per collegare il sito con il file style.css è operando su un file esterno, per poi quindi digitare trae:
Il mio documento

Adesso puoi provare anche tu a costruire il tuo primo ( veramente semplice ! ) sito web utilzzando questi pochi passaggi che ti ho fornito:

Crea una cartella con allinterno due file: index.html e style.css;

Apri il bloc notes e digita il seguente codice nel file index.html ( Aprendolo con il Blocco Notes ) :
Il mio Primo sito Web

Il mio primo CSS

Successivamente, aprite il file style.css e copiatene allinterno questo codice:

body {
background-color: #000;
}
Salva tutto ed apri il file index.php, ti troverai davanti a una pagina completamente nera! Bene, hai realizzato il tuo primo figlio di stile

Una tra le più comuni problematiche che si presenta in fase di riparazioni informatiche è sicuramente il danneggiamento del MBR (Master Boot Record) di Windows, in altre parole, l’impossibilita di avviare Windows.

Solitamente in queste situazioni, un centro di riparazioni tecniche utilizza il CD di Windows, tentando di recuperare il sistema, o addirittura si arriva alla formattazione. Io oggi voglio svelarvi un piccolo trucco che i tecnici non vi riveleranno mai! Infatti, non tutti sanno che è possibile utilizzare una comune versione live CD di Ubuntu per riparare il MBR di Windows senza fare grandi cose o essere esperti informatici.

Vediamo insieme come fare

Per prima cosa se non avete a disposizione una copia di Ubuntu, scaricatela tramite questo link.
Dopo averla scaricate e masterizzata su un CD, avviate il PC tramite il CD LIVE di Ubuntu.Andate nel menu Sistema – Amministrazione – Sorgenti Software ed abilitate gli Universal repository.
Aprite il terminale con permessi da amministratore e digitate il comando sudo apt-get install ms-sys per installare ms-sys.
Perfetto adesso dovete trovare la partizione dove è installato Windows digitando il comando sudo fdisk -l.
La partizione di Windows dovrebbe chiamarsi all’incirca /dev/sda1 1 9327 74919096 83 NTFS.
Ci siamo, digitate l’ultimo comando sudo ms-sys –mbr /dev/sda1 (dove /dev/sda1 sta per la partizione, quindi dovete inserire i valori della vostra partizione) per riparare il MBR.
Il gioco e fatto. Riavviare il Pc.

Non mi sembra tanto difficile no. Comunque io vi consiglio di provare questa soluzione prima di portare il vostro Pc in un centro tecnico, dove vi chiederanno dei soldi per compiere la stessa manovra.

Molte delle distribuzioni Linux disponibili permettono di configurare la scheda di rete tramite un interfaccia grafica, ma ritendo che sia molto più pratico e veloce farlo da terminale, vediamo quali sono i comandi. Dal Terminale per poter effettuare le modifiche alla scheda di rete bisogna diventare root, quindi

su root
Vediamo quali interfaccie sono presenti nel nostro computer eseguendo il comando
ifconfig
Normalmente abbiamo una schermata con delle scritte precedute da ETH0, ETH1, in base a quante periferiche di rete abbiamo.

Supponiamo che dobbiamo configurare una connessione LAN identificata dalla sigla ETH0
e vogliamo configuralo con queste impostazioni.
IP 192.168.1.3
NETMASK 255.255.255.0
GATEWAY 192.168.1.1

quindi aprimo il file per configurare la rete che purtroppo e diverso da distribuzione, vediamo i più classici
DEBIAN UBUNTU e derivate
vi /etc/network/interface

e modifichiamo i parametri in questo modo
iface eth0 inet static
ADDRESS 192.168.1.3
NETMASK 255.255.255.0
GATEWAY 192.168.1.1

RED HAT FEDORA CENTOS
vi /etc/sysconfig/network-scripts/ifcfg-eth0
e modifichiamolo cosi
DEVICE=eth0
IPADDR=192.168.1.3
NETMASK=255.255.255.0
NETWORK=192.168.1.0
BROADCAST=192.168.1.255
GATEWAY 192.168.1.1
ONBOOT=yes
BOOTPROTO=none
USERCTL=no

riavviamo l’interfaccie di rete
/etc/init.d/network restart

Molto interessante.

Windows all’avvio esegue automaticamente una serie di applicazioni, queste possono essere più o meno utili. Ma avere in esecuzione molti software provoca inevitabilmente un rallentamento del PC durante l’avvio.

Windows non esegue in automatico solo i programmi che sono inseriti in Start – Tutti i Programmi>ESECUZIONE AUTOMATICA, ma anche un’altra serie di programmi che sono stati inseriti o da noi o da altri programmi a nostra insaputa.

Per poterli visualizzare tutti ed eventualmente eliminarli, occorre utilizzare o programmi esterni o come vedremo in quest’articolo l’Utilità’ di configurazione del sistema che ci fornisce Windows, in tal caso abbiamo due possibilità o utilizzare l’Msconfig oppure direttamente l’editor di registro.

Procedura tramite l’utilizzo di MSconfig

Iniziamo andando su START – ESEGUI e digitiamo msconfig seguito da INVIO.
Cosi facendo si aprirà una finestra, andiamo nella scheda AVVIO ed eliminiamo la spunta sui programmi che non vogliamo far eseguire all’avvio del PC
Al riavvio, Windows avviserà che è in corso l’avvio selettivo dei programmi.
Cliccare per inserire il segno di spunta nella casella non avvisare più per evitare che ad ogni avvio del PC windows ci informi di questo.

Procedura utilizzando il Registro di sistema

Andiamo in START>ESEGUI e digitiamo regedit seguito da INVIO.
Ci ritroveremo all’interno del registro, rechiamoci nella seguente catella del registro: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run
Nella finestra di destra appariranno diverse stringe ognuna delle quali si riferisce ad un programma che e’ in esecuzione automatica in quel momento; selezionare quella da eliminare, e premere “Canc” per eliminarla.
Vi informo che eventuali eliminazioni di altre stringhe sul registro di sistema potrebbero causare il malfunzionamento del PC, quindi prima di eliminare qualsiasi elemento dovete essere certi di ciò che andrete a cancellare… Come già anticipato questa è la procedura manuale ma esistono anche molti programmi studiati appositamente per eseguire la stessa manovra.